I migranti vogliono una colf

I migranti vogliono una colf

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1381902_10201593248945421_2017140315_nI profughi si ribellano, dicendo di volere la colf. Di fronte alle richieste dei migranti, la risposta di Salvini non si fa attendere: “Per accontentare gli altri, a fare le pulizie manderei la Boldrini!“.

Da profughi a ospiti nel villone appena scesi dal barcone e adesso ti rovesciano i cassonetti per strada in protesta perchè non gli dai anche la donna di servizio. Questo è quanto sta accadendo a Ceranova, ridente borgo alle porte di Pavia. Ridente, per la verità, fino a quando un esercito di profughi non si è riversato per la strada principale del paese chiedendo che, dopo la bifamiliare signorile di via San Rocco, gli venisse inviata anche ladonna delle pulizie: “Già – parole loro – perchè mica di un bilocale pulibile in quattro e quattr’otto si tratta“. È luglio 2015 quando 24 africani arrivano, inviati in un accordo onlus-prefettura, nella villa che un imprenditore ha costruito per la famiglia ma inutilizzata. Maria (nome di fantasia di una vicina di casa) li vede a ogni ora del giorno e della notte accampati senza far niente nel giardino. “Baldi e giovani: vere e proprie braccia rubate all’agricoltura. Altro che la donna di servizio“, dice la donna. E invece è proprio per questo che, nelle scorse ore, scendono in strada

Il leader leghista, Matteo Salvini, ironizza sulla vicenda e si lancia in una proposta che si potrebbe definire goliardica: “Per accontentare gli altri, a fare le pulizie manderei la Boldrini!“. È risaputo che tra i due politici, di schieramente opposti, non corra buon sangue e questa non è la prima volta che qualcuno accosta, a mo’ di presa in giro, il nome della Boldrini a quello dei migranti. Bisognerà vedere quale sarà la reazione della “presidenta” della Camera, la quale oltre a spendersi per i diritti dei profughi, si è fatta più volte notare per le sue posizione femministe, contro il femminicidio e in favore dei diritti delle donne.

Il politico del carroccio ha concluso con un augurio per il nuovo anno, senza dimenticare la sua proverbiale vena polemica: “Auguri, e che il 2016 ci riporti la Dignità perduta“.

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