giovedì, Marzo 5

Più investi e assumi e meno paghi, Ires premiale a imprese ‘virtuose’

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(Adnkronos) – Via libera al decreto attuativo per l’Ires premiale. Più investi e assumi e meno paghi: introdotta con l’ultima legge di Bilancio, l’Ires ridotta ‘premia’ le imprese più virtuose con un taglio di 4 punti percentuali dell’imposta a fronte di spese innovative e della creazione di nuovi posti di lavoro.  “E’ stato firmato il decreto ministeriale che dà attuazione alla misura sperimentale introdotta con l’ultima legge di bilancio, che prevede una riduzione di 4 punti dell’aliquota Ires – dal 24 al 20 per cento – per le imprese che investono nella produzione e assumono nuovo personale”, ha annunciato il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo. “Questo decreto – ha spiegato – è frutto di un lungo e costante confronto con il mondo produttivo” e “gestisce tutte le complesse casistiche utili per il calcolo e la concessione dell’agevolazione venendo incontro alle esigenze delle imprese”. “Si tratta di un intervento sperimentale, che verrà valutato attentamente al fine di renderlo strutturale. Puntiamo a dare alle imprese strumenti utili per crescere e innovare, creando nuova occupazione e rafforzando la competitività del sistema Italia”, ha sottolineato Leo. L’agevolazione sarà sperimentale per tutto il 2025, con la possibilità di proroga o di stabilizzazione strutturale nella prossima manovra d’autunno se dovesse funzionare. Riguardando il periodo d’imposta 2025, comparirà nel modello Redditi 2026. Nel dettaglio l’aliquota cala dal 24% al 20% per le imprese che reinvestono l’80% degli utili in corso al 31 dicembre 2024. Utili che dovranno restare iscritti a patrimonio netto (quindi non distribuiti) per almeno tre anni (2024-2025-2026). Di questi almeno il 30% andrà destinato a investimenti in beni 4.0 e 5.0, anche tramite contratti di locazione finanziaria.  Tra le condizioni per beneficiare dell’Ires ridotta anche l’assunzione dell’1% di lavoratori in più a tempo indeterminato. È inoltre necessario che il numero di unità lavorative annue relative al periodo d’imposta 2025 sia almeno pari o superiore rispetto alla media del triennio precedente (2022-2024). Infine, nel 2024 o nel 2025 l’azienda non deve aver fatto ricorso alla Cig. L’agevolazione non spetta alle società in liquidazione ordinaria o assoggettate a procedure concorsuali, ai soggetti Ires che applicano regimi forfettari e alle imprese che nell’anno 2023 hanno chiuso in perdita. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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