Quando un post diventa geopolitica: l’ennesima provocazione che incendia i rapporti USA–Cuba
C’è un dettaglio che molti sottovalutano nella politica contemporanea: oggi basta un post, o peggio ancora un repost, per trasformare una tensione latente in un caso diplomatico. È esattamente ciò che è accaduto quando Donald Trump ha rilanciato un messaggio che suggeriva Marco Rubio come “presidente di Cuba”. Una battuta? Una provocazione? O un messaggio politico mascherato da ironia? In ogni caso, l’effetto è stato immediato.
Un gesto che non è affatto innocuo
Trump conosce perfettamente il peso simbolico di un’affermazione del genere. Rubio non è un politico qualsiasi: è il Segretario di Stato, è figlio di immigrati cubani e da anni rappresenta una delle voci più dure contro il regime dell’Avana. Sostenere, anche solo per scherzo, che possa guidare Cuba significa toccare una ferit...

