martedì, Ottobre 13

Tag: meloni

L’illusione dell’amicizia e la dura realtà
politica

L’illusione dell’amicizia e la dura realtà

La dura realtà. Se la politica estera si misurasse con il metro della diplomazia classica, lo scontro frontale tra Donald Trump e Giorgia Meloni verrebbe registrato come un incidente senza precedenti. Ma nell'era del sovranismo transatlantico, dove i rapporti di forza si consumano a colpi di interviste telefoniche e video sui social, le parole del tycoon – «Mi ha implorato per una foto, mi ha fatto pena» – assumono il contorno di una spietata lezione di realpolitik per la destra italiana. La replica della premier è stata immediata, ferma e istituzionalmente ineccepibile: «Sono allibita, parole inventate. L’Italia non implora mai». Una difesa della dignità nazionale che ha incassato il doveroso sostegno bipartisan, dal Colle alle opposizioni. Eppure, al netto della solidarietà, ques...
Donald Trump scarica Meloni: «Scioccato da lei, mi sbagliavo. Inaccettabile è lei»
mondo

Donald Trump scarica Meloni: «Scioccato da lei, mi sbagliavo. Inaccettabile è lei»

In un’intervista telefonica esclusiva al Corriere della Sera, il presidente americano Donald Trump ha risposto a muso duro alle critiche della premier italiana Giorgia Meloni, ribaltando completamente le accuse e attaccandola frontalmente.«Sono scioccato da lei. Pensavo avesse coraggio, mi sbagliavo su di lei», ha detto Trump riferendosi a Meloni. E ha aggiunto: «È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l’Iran ha un’arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità».Il motivo dello scontro è duplice. Da un lato, Trump accusa la premier di non voler dare alcun aiuto agli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran e di non comprendere la gravità della minaccia nucleare iraniana. Dall’altro, la reazione di Meloni alle pesanti parole di Trump con...
Un PD che sogna la guerra mentre finge di parlare di pace
politica

Un PD che sogna la guerra mentre finge di parlare di pace

Fra le molte frasi indigeste pronunciate dalla presidente del Consiglio, due erano persino ragionevoli: l’idea che l’Europa debba finalmente parlare con Putin e la promessa di non spedire soldati italiani a Kiev. Due banalità di buon senso, dette con anni di ritardo. Eppure bastano queste per mandare in tilt i cosiddetti “riformisti dem”, l’ala del PD che da tempo ha smarrito la parola “riforma” e conserva solo l’ossessione per i missili. Quartapelle, Sensi e gli altri falchi travestiti da colombe si sono messi subito a invocare l’ingresso dell’Italia nel club dei “volenterosi” — che sarebbe più onesto chiamare “volenterosi di mandare altri al fronte” — e a chiedere truppe “di pace”, l’ennesimo ossimoro di una stagione politica che vive di slogan che si contraddicono da soli. Dopo la “p...
CAGLIARI SERA
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