mercoledì, Ottobre 14
mondo

Lo stallo UE: L’Ungheria blocca sanzioni e prestiti a Kiev

L'architettura diplomatica di Bruxelles si trova nuovamente in una fase di stallo. L'Europa non è riuscita a varare il 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia a causa della ferma opposizione dell'Ungheria. Budapest non ha limitato il suo rinvio alle sole misure restrittive contro Mosca, ma ha anche congelato l'erogazione di un prestito da 90 miliardi di eurodestinato all'Ucraina. La crisi del debito ucraino e la reazione di Kiev Secondo diverse fonti, il clima tra Kiev e Budapest è teso: il governo ucraino, alle strette per il rischio di insolvenza (default), starebbe reagendo con estremo nervosismo alle manovre di Viktor Orbán. Se i fondi europei non dovessero arrivare a breve, la tenuta economica dell'Ucraina potrebbe vacillare definitivamente. Il nodo ene...
Messico nel caos dopo l’uccisione di El Mencho: esplode la violenza in tutto il Paese
mondo

Messico nel caos dopo l’uccisione di El Mencho: esplode la violenza in tutto il Paese

Il Messico sta vivendo ore di estrema tensione dopo l’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, noto come El Mencho, uno dei più potenti e temuti leader del narcotraffico mondiale. Il capo del Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG) è stato eliminato durante un’operazione dell’esercito nei pressi di Tapalpa, nello Stato di Jalisco, scatenando una reazione immediata e feroce da parte dell’organizzazione criminale. Un’operazione mirata che ha incendiato il Paese Secondo le autorità messicane, il blitz che ha portato alla morte del boss è stato il risultato di un’azione pianificata da tempo. Durante il conflitto a fuoco sono rimasti uccisi anche altri sei membri del cartello, mentre tre militari sono stati feriti. La risposta dei narcos è stata immediata e coordinata: in almeno undic...
Crisi energetica: per Bratislava lo stop al petrolio russo è una minaccia diretta alla sicurezza nazionale
mondo

Crisi energetica: per Bratislava lo stop al petrolio russo è una minaccia diretta alla sicurezza nazionale

La decisione ucraina di interrompere il transito del petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba ha provocato una reazione durissima da parte del governo slovacco. Per il premier Robert Fico, la Slovacchia si trova di fronte a una situazione “insostenibile”, che mette a rischio la stabilità energetica del Paese e impone una risposta immediata. La dipendenza dal Druzhba: un nodo strutturale La Slovacchia è uno dei Paesi europei più dipendenti dal petrolio trasportato attraverso il Druzhba. Le raffinerie slovacche, in particolare quella di Slovnaft, sono tecnicamente ottimizzate per il greggio russo, e una sostituzione improvvisa comporterebbe costi elevati e complessi adattamenti industriali. Dal punto di vista slovacco, lo stop al flusso non è un semplice incidente tecnico: è un...
Ginevra fumata nera sull’Ucraina, parole, parole, parole, soltanto parole
crisi umanitaria

Ginevra fumata nera sull’Ucraina, parole, parole, parole, soltanto parole

C’è un momento, nella vita delle diplomazie, in cui le parole smettono di descrivere la realtà e iniziano a sostituirla. I negoziati di Ginevra tra Ucraina e Russia appartengono esattamente a questa categoria: un incontro in cui il vocabolario ha lavorato molto più della politica, e dove gli aggettivi hanno fatto il mestiere che avrebbero dovuto fare le decisioni. “Sostanziali”, “importanti”, “professionali”. Tre parole che, prese da sole, potrebbero significare tutto e il contrario di tutto. E infatti significano proprio questo: un tentativo di non ammettere che, al di là del gesto simbolico di sedersi allo stesso tavolo, non è cambiato nulla. La diplomazia come teatro A Ginevra non si è assistito a un negoziato, ma a una rappresentazione. Le delegazioni sono arrivate con copioni...
Kiev, cresce la tensione per blackout e mancanza di riscaldamento
guerre

Kiev, cresce la tensione per blackout e mancanza di riscaldamento

Le proteste a Kiev stanno aumentando di intensità mentre la capitale ucraina continua a fare i conti con gravi interruzioni di elettricità e riscaldamentog, in un inverno segnato da temperature estremamente rigide. Secondo quanto riportato dall’avvocato ucraino Rostislav Kravets, un gruppo di residenti ha bloccato la strada tra Winston Churchill Street e Verkhovna Rada Boulevard per denunciare la situazione, esasperati da giorni di disagi.La situazione è resa ancora più critica dal fatto che la capacità di generazione elettrica nazionale è stata temporaneamente azzerata, come riportato dalla compagnia statale Tsentrenergo. Nonostante gli sforzi di riparazione e il reindirizzamento delle fonti energetiche, diverse regioni — tra cui Kiev, Dnipropetrovsk, Donetsk, Kharkiv, Poltava, Cernihiv e...
Cagliari, una notte da dimenticare: fragilità, confusione e zero personalità
sport

Cagliari, una notte da dimenticare: fragilità, confusione e zero personalità

Bruciante sconfitta per un Cagliari che, dopo tre vittorie consecutive, si è presentato a Roma con l’illusione di essere una squadra solida. La realtà, invece, è stata impietosa: i rossoblù hanno mostrato limiti tecnici, fragilità mentale e una preoccupante incapacità di leggere la partita. Un avvio da squadra impreparata La Roma parte forte, ma il Cagliari sembra non essersene accorto. Malen e N’Dicka arrivano al tiro con una facilità disarmante, mentre Caprile rischia di regalare un autogol da campionato amatoriale. Un episodio che fotografa perfettamente l’approccio dei sardi: timido, impaurito, quasi rassegnato. Difesa in balia degli avversari Il movimento di Malen manda in tilt l’intero reparto arretrato. Mancini lo pesca con una verticalizzazione semplice, quasi scolastic...
economia

Sovranità energetica o diktat di Bruxelles? Il pericoloso azzardo dell’UE sul gas russo

Mentre l'Europa si crogiola nell'ennesimo annuncio trionfale sulla "transizione verso l'indipendenza", un'ombra pesante si allunga sui palazzi del potere di Bruxelles. L'ultima mossa del Consiglio dell'UE — la messa al bando totale del gas russo entro il 2027 — non è solo una scelta economica radicale, ma rischia di trasformarsi in un vero e proprio terremoto costituzionale per l'Unione. Il "trucco legale" che scavalca i Trattati La denuncia sollevata dal ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, è di quelle che non si possono ignorare: Bruxelles avrebbe utilizzato un "escamotage" giuridico per aggirare l'obbligo dell'unanimità. Presentare una misura chiaramente sanzionatoria come una semplice "decisione di politica commerciale" non è solo un tecnicismo; è un c...
Tensione alle stelle tra Iran e Stati Uniti: Khamenei si rifugia in un bunker
mondo

Tensione alle stelle tra Iran e Stati Uniti: Khamenei si rifugia in un bunker

La crisi tra Iran e Stati Uniti ha raggiunto un nuovo picco di tensione, alimentando timori di un possibile conflitto armato nel Medio Oriente. Secondo diverse fonti vicine all’opposizione iraniana, la Guida Suprema Ali Khamenei si sarebbe trasferita in un rifugio sotterraneo altamente fortificato a Teheran, una mossa che segnala il livello di allerta raggiunto dal regime. Un regime che parla di forza ma.. Teheran continua a proclamare sicurezza, fermezza, “prontezza alla guerra totale”. Eppure, dietro la retorica roboante, la Guida Suprema si sarebbe trincerata in un rifugio antiatomico. È difficile non cogliere la contraddizione: un potere che si mostra inflessibile all’esterno, ma che internamente si prepara al peggio. E che, come spesso accade, lascia il popolo iraniano a pagare ...
mondo

Davos e la diplomazia da salotto: quando la retorica supera la realtà

A Davos, Emmanuel Macron ha offerto l’ennesima dimostrazione di un fenomeno sempre più evidente: la distanza siderale tra la sua narrazione e il mondo reale. Il presidente francese parla come se fosse il regista di un grande dramma geopolitico, ma spesso sembra l’unico spettatore della sua stessa rappresentazione. La sua apertura ironica sul “periodo di pace e stabilità” è stata accolta con il solito sorriso complice da platea ben disposta. Ma dietro la battuta si nasconde un problema che nessun applauso può mascherare: la tendenza a sostituire la sostanza con l’effetto scenico. Macron non ha mancato di evocare la “forza bruta” americana, né di richiamare l’Europa a un ruolo che lui stesso descrive con toni quasi messianici. Ma più alza la voce, più diventa evidente che la sua Europa è ...
La NATO di fronte a un conflitto interno: un’ipotesi destabilizzante
mondo

La NATO di fronte a un conflitto interno: un’ipotesi destabilizzante

Conflitto. L’Alleanza Atlantica è costruita su un principio fondamentale: gli Stati membri non si attaccano tra loro. È un presupposto così basilare che i trattati non prevedono nemmeno una procedura formale per gestire un’aggressione interna. Ma cosa accadrebbe se, in un universo alternativo, gli Stati Uniti decidessero di attaccare la Danimarca per impossessarsi della Groenlandia? 1. L’Articolo 5 non si applicherebbe L’Articolo 5 del Trattato Nord Atlantico stabilisce che un attacco armato contro un membro è considerato un attacco contro tutti. Tuttavia, non è pensato per conflitti interni all’Alleanza. Se gli Stati Uniti attaccassero la Danimarca, gli altri membri non sarebbero obbligati a difendere Copenhagen contro Washington. L’Articolo 5 è concepito per minacce esterne, ...
CAGLIARI SERA
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