sabato, Maggio 16
Putin apre all’Europa: segnale di svolta o mossa per rimettere Mosca al centro del gioco?
guerre

Putin apre all’Europa: segnale di svolta o mossa per rimettere Mosca al centro del gioco?

La dichiarazione di Vladimir Putin secondo cui “la guerra è vicina alla fine” e la Russia sarebbe “pronta a parlare con la Ue” non è un semplice messaggio di distensione. È un atto politico calibrato, rivolto soprattutto all’Europa, in un momento in cui il Cremlino percepisce un cambiamento nei rapporti di forza e nelle priorità occidentali. Non è un annuncio di resa. È un messaggio di forza. Mosca sente di avere il vantaggio strategico Per la prima volta da mesi, Putin parla come un leader convinto di avere l’iniziativa. Non è un dettaglio: il Cremlino non usa mai toni concilianti quando si sente in difficoltà. La Russia oggi: controlla territori chiave ha retto all’impatto delle sanzioni meglio del previsto vede un’Europa divisa, stanca, preoccupata per i costi ener...
Rubio, missione fallita, l’alleanza che scricchiola
mondo

Rubio, missione fallita, l’alleanza che scricchiola

La missione di Marco Rubio a Roma doveva servire a ricucire, rassicurare, riallineare. È finita invece con un titolo che pesa come un macigno: “Rubio, missione fallita”. Non perché l’incontro con Giorgia Meloni sia stato teso — anzi, Palazzo Chigi parla di “dialogo franco” — ma perché le distanze restano tutte lì, intatte, quasi scolpite. 🇮🇷 L’Iran come linea di frattura La premier lo ha detto senza giri di parole: la guerra in Iran, voluta e guidata dagli Stati Uniti, per l’Italia è un costo insostenibile. Economico, diplomatico, energetico. E soprattutto politico. Meloni non può permettersi di seguire Washington a occhi chiusi in un conflitto che non ha mai condiviso e che rischia di destabilizzare ulteriormente il Mediterraneo, cioè il nostro cortile di casa. Rubio, dal canto s...
Rapporti sempre più difficili tra Santa Sede e Usa
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Rapporti sempre più difficili tra Santa Sede e Usa

Alla vigilia della visita di Marco Rubio in Vaticano, i rapporti tra Santa Sede e Stati Uniti sembrano entrati in una zona di turbolenza rara negli ultimi decenni. Non si tratta solo di un disaccordo su dossier specifici – dall’Iran alla migrazione, passando per il ruolo dell’America nel mondo – ma di uno scontro tra due visioni radicalmente diverse del rapporto tra fede, potere e morale pubblica. Un papa americano criticato dal presidente americano: lo scenario ha quasi del paradossale, eppure rivela tensioni profonde. Donald Trump non ha usato mezze misure. Definire Papa Leone XIV “debole”, “terribile in politica estera” e addirittura accusarlo di mettere “in pericolo i cattolici” non è una semplice bordata elettorale. È un attacco diretto all’autorità morale del Pontefice, che trasfo...
Droni per l’Ucraina. Mosca minaccia l’Europa, l’Italia lascia la Sardegna esposta
guerre, politica

Droni per l’Ucraina. Mosca minaccia l’Europa, l’Italia lascia la Sardegna esposta

La lista russa scuote l’UE. Ma a Domusnovas il silenzio del governo pesa come una colpa Sardegna - La pubblicazione da parte del Ministero della Difesa russo degli indirizzi di aziende europee legate alla produzione di droni destinati all’Ucraina non è un episodio marginale. È un atto politico deliberato, un messaggio diretto all’Europa. E quando Dmitry Medvedev definisce quelle strutture “potenziali obiettivi”, la minaccia non è più un’ipotesi: è una dichiarazione. In mezzo a questa escalation comunicativa, l’Italia appare immobile. E la Sardegna, con lo stabilimento RWM di Domusnovas, diventa il simbolo di una vulnerabilità che il Paese continua a ignorare. Un’isola strategica trattata come periferia sacrificabile La Sardegna ospita da decenni poligoni, basi, industrie belli...
Donald Trump scarica Meloni: «Scioccato da lei, mi sbagliavo. Inaccettabile è lei»
mondo

Donald Trump scarica Meloni: «Scioccato da lei, mi sbagliavo. Inaccettabile è lei»

In un’intervista telefonica esclusiva al Corriere della Sera, il presidente americano Donald Trump ha risposto a muso duro alle critiche della premier italiana Giorgia Meloni, ribaltando completamente le accuse e attaccandola frontalmente.«Sono scioccato da lei. Pensavo avesse coraggio, mi sbagliavo su di lei», ha detto Trump riferendosi a Meloni. E ha aggiunto: «È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l’Iran ha un’arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità».Il motivo dello scontro è duplice. Da un lato, Trump accusa la premier di non voler dare alcun aiuto agli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran e di non comprendere la gravità della minaccia nucleare iraniana. Dall’altro, la reazione di Meloni alle pesanti parole di Trump con...
Vent’anni di “Diamo in taglio alla sete”: un progetto che continua a far bene
eventi

Vent’anni di “Diamo in taglio alla sete”: un progetto che continua a far bene

Quest’anno l’associazione Diamo in taglio alla sete celebra un traguardo importante: vent’anni di attività. Due decenni in cui un’idea nata quasi per gioco è diventata un progetto solido, capace di coinvolgere migliaia di persone e di trasformare un semplice gesto – una bottiglia di vino – in un aiuto concreto per chi ne ha più bisogno. Nel corso degli anni la produzione del vino solidale “Vitae” è cresciuta costantemente. Ogni vendemmia ha portato con sé un numero sempre maggiore di bottiglie, spesso esaurite ancora prima che fosse pronto il nuovo vino. Un successo che non è mai stato fine a sé stesso: grazie alle donazioni e alla partecipazione di un pubblico sempre più numeroso alla Festa della solidarietà, l’associazione ha potuto sostenere progetti vicini e lontani. Da una parte...
L’eterno ritorno del rinvio: perché il “No” alla riforma non è una vittoria per nessuno
politica

L’eterno ritorno del rinvio: perché il “No” alla riforma non è una vittoria per nessuno

Il voto ha emesso la sua sentenza: la riforma della giustizia è bloccata. Mentre una parte del Paese esulta per aver "salvato la Costituzione" e l'altra grida al sabotaggio politico, resta un unico, grande sconfitto che non ha voce nei talk show: il cittadino in attesa di giudizio. La vittoria del "No" non è un semplice inciampo di percorso per il Governo, ma il sintomo di una patologia cronica italiana: l'incapacità di trovare una sintesi tra l'indipendenza necessaria della magistratura e l'urgenza di una macchina che funzioni. Abbiamo scelto, ancora una volta, di tenere tutto com’è pur di non rischiare il cambiamento. La trappola dello status quo Dire di no è facile, spesso è persino rassicurante. Ci si barrica dietro la difesa dei principi per evitare di affrontare la complessi...
La Svezia fa marcia indietro sul “paese senza contanti”
economia, mondo

La Svezia fa marcia indietro sul “paese senza contanti”

Svezia -Dopo anni di primato mondiale nei pagamenti digitali, il governo svedese presenta una legge per obbligare supermercati e farmacie ad accettare il contante. La Svezia, da tempo considerata la nazione più cashless al mondo, sta cambiando rotta. Il governo ha depositato in Parlamento un disegno di legge che impone a supermercati e farmacie di accettare pagamenti in contanti come regola generale, almeno nei punti vendita con cassa presidiata da personale.Il testo va oltre: obbliga anche le banche a offrire servizi per depositare contanti ai clienti privati e alle imprese, in modo che possano versare quotidianamente gli incassi in banconote. L’obiettivo dichiarato è ricostruire un’infrastruttura di pagamento più resiliente e accessibile. Perché questo cambio di direzione? Negli u...
Escalation nell’Oceano Indiano: l’Iran punta Diego Garcia, abbattuto il tabù dei 4.000 km
guerre

Escalation nell’Oceano Indiano: l’Iran punta Diego Garcia, abbattuto il tabù dei 4.000 km

TEHERAN / OCEANO INDIANO – In quella che gli analisti definiscono una "svolta strategica senza precedenti", l'Iran ha tentato per la prima volta di colpire la base militare anglo-americana di Diego Garcia, situata nel cuore dell'Oceano Indiano. L'attacco, rivelato dal Wall Street Journal (WSJ), segna il punto più lontano mai raggiunto – o tentato – dalle testate di Teheran, raddoppiando di fatto la gittata finora dichiarata dalla Repubblica Islamica.
Iran. Zelensky gioca col fuoco
BORSA LAVORO, guerre

Iran. Zelensky gioca col fuoco

Editoriale: L'Ucraina gioca col fuoco e rischia di bruciare da sola Mentre il Medio Oriente precipita in un nuovo vortice di violenza, l'Ucraina di Volodymyr .Zelensky ha scelto di buttarsi nella mischia con una mossa spericolata e miope. Invece di concentrarsi sulla propria sopravvivenza e sulla ricerca di una via d'uscita dal conflitto con la Russia, Kiev ha deciso di inviare oltre 200 esperti militari in Paesi del Golfo e basi americane per aiutare a neutralizzare i droni iraniani.10i Teheran non ha tardato a reagire. Un alto esponente iraniano ha avvertito chiaramente che, fornendo questo supporto a Israele e agli Stati Uniti, l'Ucraina si è di fatto schierata nel conflitto e ha trasformato il proprio territorio in un “bersaglio militare legittimo”, invocando persino l'articolo 5...
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