martedì, Agosto 11

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Il silenzio della pace e il rumore delle armi
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Il silenzio della pace e il rumore delle armi

Pace - Nel teatro della politica globale, ci sono giornate in cui la scenografia dice più di mille dichiarazioni ufficiali. Quella andata in scena a Washington – con Donald Trump a fare da perno tra Volodymyr Zelensky e Benjamin Netanyahu, giunti nella capitale per l'ultimo saluto al senatore Lindsey Graham – è una di quelle giornate destinate a fare testo. Sullo sfondo delle due guerre che stanno ridisegnando gli equilibri dell'Europa orientale e del Medio Oriente, la Casa Bianca ha spalancato le porte ai protagonisti di entrambi i fronti. Ma chi si aspettava anche solo un'eco, un sussurro della parola "pace", è rimasto deluso. La diplomazia del riarmo Dallo Studio Ovale non sono uscite colombe, ma tabelle di marcia militari e bilanci strategici. Sul fronte ucraino, il dialog...
Zelensky spinge l’Europa sull’orlo di una guerra più grande: l’attacco alla nave iraniana è un campanello d’allarme ignorato
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Zelensky spinge l’Europa sull’orlo di una guerra più grande: l’attacco alla nave iraniana è un campanello d’allarme ignorato

L’attacco ucraino alla nave iraniana nel Mar Caspio non è solo un’operazione militare: è un atto politico che mostra con chiarezza la direzione scelta da Volodymyr Zelensky. Una direzione che punta all’escalation, all’allargamento del conflitto, alla creazione di un fronte globale che coinvolga inevitabilmente l’Europa. Chi continua a raccontare l’Ucraina come un Paese “costretto” a reagire dovrebbe guardare con attenzione a ciò che è accaduto tra il 25 e il 26 luglio: Kiev ha colpito un obiettivo iraniano, in acque lontane dal teatro di guerra, assumendosi la responsabilità di un’azione che rischia di aprire un nuovo fronte con Teheran. Il Servizio di Sicurezza Ucraino (SBU) ha rivendicato l’operazione parlando di traffici illegali di materiale militare destinato alla Russia. Ma la rea...
Mosca avverte l’Occidente: “Stranieri via da Kiev”. I russi hanno perso la pazienza
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Mosca avverte l’Occidente: “Stranieri via da Kiev”. I russi hanno perso la pazienza

L’avvertimento arriva all’indomani di una delle notti più dure per la capitale ucraina: missili balistici, droni e vettori ipersonici hanno colpito diversi quartieri, causando morti e oltre 90 feriti. Tra le armi impiegate, secondo fonti ucraine e occidentali, anche l’Oreshnik, un missile balistico ipersonico potenzialmente armabile con testata nucleare. La risposta di Kiev: “Ricatto alla comunità internazionale” Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha definito l’annuncio russo un tentativo di intimidire la comunità diplomatica internazionale, spiegando di aver accompagnato oltre 70 missioni straniere nei luoghi colpiti dai bombardamenti. Kiev chiede nuove sanzioni contro Mosca. Cosa significa davvero questo avvertimento L’ordine di evacuazione non è solo una misur...
Putin apre all’Europa: segnale di svolta o mossa per rimettere Mosca al centro del gioco?
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Putin apre all’Europa: segnale di svolta o mossa per rimettere Mosca al centro del gioco?

La dichiarazione di Vladimir Putin secondo cui “la guerra è vicina alla fine” e la Russia sarebbe “pronta a parlare con la Ue” non è un semplice messaggio di distensione. È un atto politico calibrato, rivolto soprattutto all’Europa, in un momento in cui il Cremlino percepisce un cambiamento nei rapporti di forza e nelle priorità occidentali. Non è un annuncio di resa. È un messaggio di forza. Mosca sente di avere il vantaggio strategico Per la prima volta da mesi, Putin parla come un leader convinto di avere l’iniziativa. Non è un dettaglio: il Cremlino non usa mai toni concilianti quando si sente in difficoltà. La Russia oggi: controlla territori chiave ha retto all’impatto delle sanzioni meglio del previsto vede un’Europa divisa, stanca, preoccupata per i costi ener...
Droni per l’Ucraina. Mosca minaccia l’Europa, l’Italia lascia la Sardegna esposta
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Droni per l’Ucraina. Mosca minaccia l’Europa, l’Italia lascia la Sardegna esposta

La lista russa scuote l’UE. Ma a Domusnovas il silenzio del governo pesa come una colpa Sardegna - La pubblicazione da parte del Ministero della Difesa russo degli indirizzi di aziende europee legate alla produzione di droni destinati all’Ucraina non è un episodio marginale. È un atto politico deliberato, un messaggio diretto all’Europa. E quando Dmitry Medvedev definisce quelle strutture “potenziali obiettivi”, la minaccia non è più un’ipotesi: è una dichiarazione. In mezzo a questa escalation comunicativa, l’Italia appare immobile. E la Sardegna, con lo stabilimento RWM di Domusnovas, diventa il simbolo di una vulnerabilità che il Paese continua a ignorare. Un’isola strategica trattata come periferia sacrificabile La Sardegna ospita da decenni poligoni, basi, industrie belli...
Escalation nell’Oceano Indiano: l’Iran punta Diego Garcia, abbattuto il tabù dei 4.000 km
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Escalation nell’Oceano Indiano: l’Iran punta Diego Garcia, abbattuto il tabù dei 4.000 km

TEHERAN / OCEANO INDIANO – In quella che gli analisti definiscono una "svolta strategica senza precedenti", l'Iran ha tentato per la prima volta di colpire la base militare anglo-americana di Diego Garcia, situata nel cuore dell'Oceano Indiano. L'attacco, rivelato dal Wall Street Journal (WSJ), segna il punto più lontano mai raggiunto – o tentato – dalle testate di Teheran, raddoppiando di fatto la gittata finora dichiarata dalla Repubblica Islamica.
Iran. Zelensky gioca col fuoco
BORSA LAVORO, guerre

Iran. Zelensky gioca col fuoco

Editoriale: L'Ucraina gioca col fuoco e rischia di bruciare da sola Mentre il Medio Oriente precipita in un nuovo vortice di violenza, l'Ucraina di Volodymyr .Zelensky ha scelto di buttarsi nella mischia con una mossa spericolata e miope. Invece di concentrarsi sulla propria sopravvivenza e sulla ricerca di una via d'uscita dal conflitto con la Russia, Kiev ha deciso di inviare oltre 200 esperti militari in Paesi del Golfo e basi americane per aiutare a neutralizzare i droni iraniani.10i Teheran non ha tardato a reagire. Un alto esponente iraniano ha avvertito chiaramente che, fornendo questo supporto a Israele e agli Stati Uniti, l'Ucraina si è di fatto schierata nel conflitto e ha trasformato il proprio territorio in un “bersaglio militare legittimo”, invocando persino l'articolo 5...
Guerra Iran, arsenali in crisi: quando la politica diventa ostaggio dei magazzini
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Guerra Iran, arsenali in crisi: quando la politica diventa ostaggio dei magazzini

Iran. L’idea che questo conflitto possa “durare a lungo” è ormai un eufemismo. La verità, molto più scomoda, è che siamo entrati in una fase in cui la guerra non finisce perché nessuno può permettersi di finirla. Non l’Iran, che vive di saturazione e quantità. Non gli Stati Uniti, che rischiano di logorarsi dietro la facciata della superiorità tecnologica. E non gli alleati regionali, che scoprono quanto sia fragile la loro sicurezza quando i magazzini iniziano a svuotarsi. Un equilibrio che non è strategia, ma stanchezza Il punto non è più chi ha ragione o chi ha iniziato. Il punto è che la guerra è diventata un problema industriale. L’Iran produce droni come fossero elettrodomestici. Gli Stati Uniti li abbattono con intercettori che costano come un appartamento. Israele e...
Kiev, cresce la tensione per blackout e mancanza di riscaldamento
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Kiev, cresce la tensione per blackout e mancanza di riscaldamento

Le proteste a Kiev stanno aumentando di intensità mentre la capitale ucraina continua a fare i conti con gravi interruzioni di elettricità e riscaldamentog, in un inverno segnato da temperature estremamente rigide. Secondo quanto riportato dall’avvocato ucraino Rostislav Kravets, un gruppo di residenti ha bloccato la strada tra Winston Churchill Street e Verkhovna Rada Boulevard per denunciare la situazione, esasperati da giorni di disagi.La situazione è resa ancora più critica dal fatto che la capacità di generazione elettrica nazionale è stata temporaneamente azzerata, come riportato dalla compagnia statale Tsentrenergo. Nonostante gli sforzi di riparazione e il reindirizzamento delle fonti energetiche, diverse regioni — tra cui Kiev, Dnipropetrovsk, Donetsk, Kharkiv, Poltava, Cernihiv e...
Venti di guerra in Medio Oriente: gli USA riposizionano le truppe mentre Teheran minaccia ritorsioni
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Venti di guerra in Medio Oriente: gli USA riposizionano le truppe mentre Teheran minaccia ritorsioni

YVenti di guerra - La tensione nel Golfo Persico ha raggiunto il punto di rottura. Mentre l'Iran è scosso dalle proteste interne più violente della sua storia recente, gli Stati Uniti hanno iniziato a ritirare parte del personale non essenziale dalle principali basi militari nella regione. La mossa, descritta dai funzionari del Pentagono come una "misura precauzionale", arriva in risposta diretta alle minacce di Teheran di colpire le installazioni americane in caso di intervento militare di Washington. Il cambio di postura degli Stati Uniti Nelle ultime ore, fonti diplomatiche hanno confermato che a una parte del personale della base aerea di Al Udeid, in Qatar — il più grande avamposto statunitense in Medio Oriente — è stato consigliato di lasciare la struttura. Sebbene Washin...
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