
Bruciante sconfitta per un Cagliari che, dopo tre vittorie consecutive, si è presentato a Roma con l’illusione di essere una squadra solida. La realtà, invece, è stata impietosa: i rossoblù hanno mostrato limiti tecnici, fragilità mentale e una preoccupante incapacità di leggere la partita.
Un avvio da squadra impreparata
La Roma parte forte, ma il Cagliari sembra non essersene accorto. Malen e N’Dicka arrivano al tiro con una facilità disarmante, mentre Caprile rischia di regalare un autogol da campionato amatoriale. Un episodio che fotografa perfettamente l’approccio dei sardi: timido, impaurito, quasi rassegnato.
Difesa in balia degli avversari
Il movimento di Malen manda in tilt l’intero reparto arretrato. Mancini lo pesca con una verticalizzazione semplice, quasi scolastica, e l’olandese segna con un cucchiaio che nessuno dovrebbe poter tentare da quella posizione. Nessuna pressione sul portatore, nessuna copertura preventiva, nessuna reazione. È il gol dell’1-0, ma potrebbe essere anche il manifesto della serata rossoblù.
Centrocampo inesistente
Il Cagliari non riesce mai a costruire una trama pulita. Sulemana prova a dare un segnale con una traversa da lontano, ma è un lampo isolato in una notte buia. La squadra non accompagna, non accorcia, non riparte. Ogni pallone riconquistato diventa subito perso. Ogni transizione è un’occasione sprecata.
Il raddoppio come condanna annunciata
Il 2-0 è quasi un atto dovuto. Celik entra in area con una facilità imbarazzante e Malen, ancora lui, appoggia in rete indisturbato. Difesa ferma, marcature allegre, concentrazione evaporata. A quel punto la partita è finita, anche se mancano ancora 25 minuti.
Reazione tardiva e inefficace
Dossena ha sul piede il pallone per riaprire tutto, ma lo spreca. È l’unica vera occasione costruita da un Cagliari che, per il resto, ha dato l’impressione di essere venuto a Roma più per difendersi che per giocare. E quando difendi male, il risultato è inevitabile.
Una battuta d’arresto che pesa
La striscia di tre vittorie si interrompe bruscamente, ma ciò che preoccupa non è il punteggio: è la prestazione. Il Cagliari ha mostrato limiti strutturali che non possono essere ignorati. La squadra è apparsa fragile, poco coraggiosa e incapace di reagire ai momenti difficili.
Se l’obiettivo è una salvezza tranquilla, partite come questa non sono accettabili. Non per il risultato, ma per l’atteggiamento.