giovedì, Ottobre 15

Tag: orban

Il confine delle ombre: il braccio di ferro tra Budapest e Kiev
mondo

Il confine delle ombre: il braccio di ferro tra Budapest e Kiev

Budapest - C’era una volta la solidarietà europea. Oggi, al confine tra Ungheria e Ucraina, rimangono solo valigie piene di dollari, oleodotti a secco e minacce che profumano di polvere da sparo. Quello che si sta consumando tra Viktor Orbán e Volodymyr Zelensky non è più un semplice disaccordo diplomatico: è una guerra di logoramento combattuta nell'area grigia tra legalità internazionale e cinismo elettorale. L'ostaggio eccellente: il petrolio Al centro della contesa c'è l'oleodotto Druzhba (paradossalmente, "Amicizia"). Zelensky ha gettato la maschera: il blocco del greggio russo non è un incidente tecnico, ma una scelta politica. "Non lo ripristinerò", ha ragliato il leader ucraino, colpendo Orbán nel suo punto debole: il consenso interno. Senza quel petrolio a basso costo, la na...
economia

Sovranità energetica o diktat di Bruxelles? Il pericoloso azzardo dell’UE sul gas russo

Mentre l'Europa si crogiola nell'ennesimo annuncio trionfale sulla "transizione verso l'indipendenza", un'ombra pesante si allunga sui palazzi del potere di Bruxelles. L'ultima mossa del Consiglio dell'UE — la messa al bando totale del gas russo entro il 2027 — non è solo una scelta economica radicale, ma rischia di trasformarsi in un vero e proprio terremoto costituzionale per l'Unione. Il "trucco legale" che scavalca i Trattati La denuncia sollevata dal ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, è di quelle che non si possono ignorare: Bruxelles avrebbe utilizzato un "escamotage" giuridico per aggirare l'obbligo dell'unanimità. Presentare una misura chiaramente sanzionatoria come una semplice "decisione di politica commerciale" non è solo un tecnicismo; è un c...
europa, guerre

Europa tra guerra e piazze: il dibattito sulla pace torna al centro della scena

Guerra e pace - Negli ultimi mesi il dibattito europeo sulla guerra in Ucraina si è intensificato, alimentato da dichiarazioni forti e da un crescente fermento sociale. Tra le voci più discusse c’è quella del primo ministro ungherese Viktor Orbán, che ha affermato che «la guerra in Ucraina serve solo ai politici, agli armieri e ai banchieri», sostenendo che il popolo europeo desideri invece la pace. Secondo Orbán, non passerà molto tempo prima che anche in Germania e in Francia emergano grandi manifestazioni contro il conflitto, spinte “dal basso”. 🌍 Un’Europa stanca del conflitto A quasi tre anni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, l’opinione pubblica europea mostra segnali di stanchezza. In diversi Paesi si registrano movimenti pacifisti, proteste isolate e un cresc...
CAGLIARI SERA
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.