Rubio, missione fallita, l’alleanza che scricchiola
La missione di Marco Rubio a Roma doveva servire a ricucire, rassicurare, riallineare. È finita invece con un titolo che pesa come un macigno: “Rubio, missione fallita”. Non perché l’incontro con Giorgia Meloni sia stato teso — anzi, Palazzo Chigi parla di “dialogo franco” — ma perché le distanze restano tutte lì, intatte, quasi scolpite.
🇮🇷 L’Iran come linea di frattura
La premier lo ha detto senza giri di parole: la guerra in Iran, voluta e guidata dagli Stati Uniti, per l’Italia è un costo insostenibile. Economico, diplomatico, energetico. E soprattutto politico. Meloni non può permettersi di seguire Washington a occhi chiusi in un conflitto che non ha mai condiviso e che rischia di destabilizzare ulteriormente il Mediterraneo, cioè il nostro cortile di casa.
Rubio, dal canto suo, ha provato a rassicurare: sviluppi imminenti nei negoziati, nessuna decisione definitiva sul ritiro delle truppe Usa dalle basi italiane, volontà di rafforzare la partnership. Ma sono parole che non cancellano la realtà: gli interessi non coincidono più automaticamente.
🌍 Hormuz, il nodo che soffoca
Sul dossier Hormuz, l’Italia offre disponibilità limitata: cacciamine sì, ma solo dopo la fine della guerra, solo con mandato internazionale, solo con il via libera del Parlamento. È una posizione prudente, quasi difensiva, che segnala quanto Roma non voglia farsi trascinare in un’escalation che non controlla.
Gli Stati Uniti, invece, chiedono di più. Chiedono presenza, impegno, allineamento. E non lo ottengono.
🇱🇧 Libano, altro terreno di scontro
Anche sul Libano le visioni divergono: Washington spinge per un ruolo più incisivo, mentre l’Italia difende la continuità della missione Unifil e la propria storica postura di stabilizzazione. Non è un dettaglio: è un altro segnale di un rapporto che si sta ridefinendo.
Una nuova fase nei rapporti Italia–USA
La frase di Meloni — “ognuno difende i propri interessi” — è la vera chiave politica dell’incontro. Non è una rottura, ma un avvertimento. L’Italia non è più disposta a pagare il prezzo delle scelte americane senza discuterle. E Rubio, tornato a Washington senza un risultato tangibile, ne è la prova.
L’alleanza resta, ma scricchiola. E per la prima volta da anni Roma sembra voler dire: non basta chiamarla partnership, bisogna dimostrarlo


