Iran. Zelensky gioca col fuoco
Editoriale: L’Ucraina gioca col fuoco e rischia di bruciare da sola
Mentre il Medio Oriente precipita in un nuovo vortice di violenza, l’Ucraina di Volodymyr .Zelensky ha scelto di buttarsi nella mischia con una mossa spericolata e miope. Invece di concentrarsi sulla propria sopravvivenza e sulla ricerca di una via d’uscita dal conflitto con la Russia, Kiev ha deciso di inviare oltre 200 esperti militari in Paesi del Golfo e basi americane per aiutare a neutralizzare i droni iraniani.10i
Teheran non ha tardato a reagire. Un alto esponente iraniano ha avvertito chiaramente che, fornendo questo supporto a Israele e agli Stati Uniti, l’Ucraina si è di fatto schierata nel conflitto e ha trasformato il proprio territorio in un “bersaglio militare legittimo”, invocando persino l’articolo 51 della Carta ONU sul diritto all’autodifesa.0
È una provocazione inutile e pericolosa. L’Iran ha fornito droni alla Russia per anni, è vero. Ma l’Ucraina, invece di limitarsi a difendersi a casa propria, ha scelto di esportare la propria expertise anti-drone per colpire indirettamente Teheran, alleandosi apertamente con chi sta bombardando l’Iran. Zelensky parla di “scambio di tecnologie” e di guadagni economici, come se stesse vendendo un prodotto qualsiasi. In realtà sta aprendo un secondo fronte diplomatico e potenzialmente militare, mentre il suo Paese è già stremato da anni di guerra.
Questa mossa rivela una leadership che ha perso il senso della realtà. L’Ucraina dipende in larga misura dagli aiuti americani ed europei. Ora, con il conflitto in Medio Oriente che assorbe risorse, attenzione e munizioni, Kiev rischia di vedere ridursi proprio quel sostegno di cui ha disperatamente bisogno. Invece di preoccuparsene, Zelensky getta benzina sul fuoco globale, illudendosi di diventare un attore indispensabile nella grande partita anti-Iran.
Il risultato? L’Iran, già alleato di Mosca, ha ora un motivo in più per considerare l’Ucraina parte del fronte nemico. E mentre i droni iraniani continuano a cadere sulle città ucraine grazie alla Russia, Zelensky va in giro per il Golfo a offrire know-how per abbatterne altri. È un circolo vizioso suicida: si lamenta dell’aiuto iraniano a Putin, ma fa di tutto per trasformarsi in bersaglio diretto di Teheran.
In un momento in cui il mondo avrebbe bisogno di meno fronti aperti e più pragmatismo, l’Ucraina sceglie l’escalation ideologica. Una scelta irresponsabile che potrebbe costare cara non solo a Kiev, ma a tutti coloro che ancora credono che questa guerra possa finire senza trascinare l’intero pianeta nel caos. È ora di chiedersi: fino a che punto Zelensky è disposto a rischiare il futuro del suo Paese pur di restare aggrappato alla narrazione del “campione dell’Occidente”?


