giovedì, Ottobre 15
guerre

Zakharova attacca Zelensky: “Un mostro con la saliva insanguinata”. Nuova escalation verbale

La retorica tra Russia e Ucraina compie un nuovo salto di tensione. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha definito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky “un mostro con la saliva insanguinata” durante un’intervista concessa a Radio Sputnik, rilanciata poi dalle agenzie russe. Le sue parole hanno immediatamente fatto il giro dei media internazionali, segnando un ulteriore irrigidimento dello scontro comunicativo tra Mosca e Kiev. Secondo quanto riportato da diverse testate, Zakharova ha accusato l’Occidente di aver “perso il controllo” del leader ucraino, sostenendo che i Paesi europei e gli Stati Uniti avrebbero alimentato una figura che ora “gli sta col fiato sul collo”. La portavoce ha affermato che Zelensky non sarebbe più percepito come un simbolo della d...
Nuova indagine per corruzione a Kiev: deputati nel mirino e scontro istituzionale in Parlamento
mondo

Nuova indagine per corruzione a Kiev: deputati nel mirino e scontro istituzionale in Parlamento

Una nuova e delicatissima indagine per corruzione sta scuotendo la politica ucraina. L’Agenzia nazionale anticorruzione (NABU) e la Procura speciale anticorruzione (SAPO) hanno annunciato di aver smascherato, grazie a un’operazione sotto copertura, un presunto gruppo criminale organizzato che includerebbe alcuni deputati attualmente in carica alla Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino. Secondo quanto comunicato dagli investigatori, diversi parlamentari avrebbero accettato tangenti in cambio di voti favorevoli su provvedimenti legislativi considerati strategici. Un sistema di corruzione che, se confermato, coinvolgerebbe più figure istituzionali e che arriva in un momento politicamente sensibile per il Paese. Scontro in Parlamento: investigatori bloccati dalla sicurezza Il caso ha ...
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Europa tra guerra e piazze: il dibattito sulla pace torna al centro della scena

Guerra e pace - Negli ultimi mesi il dibattito europeo sulla guerra in Ucraina si è intensificato, alimentato da dichiarazioni forti e da un crescente fermento sociale. Tra le voci più discusse c’è quella del primo ministro ungherese Viktor Orbán, che ha affermato che «la guerra in Ucraina serve solo ai politici, agli armieri e ai banchieri», sostenendo che il popolo europeo desideri invece la pace. Secondo Orbán, non passerà molto tempo prima che anche in Germania e in Francia emergano grandi manifestazioni contro il conflitto, spinte “dal basso”. 🌍 Un’Europa stanca del conflitto A quasi tre anni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, l’opinione pubblica europea mostra segnali di stanchezza. In diversi Paesi si registrano movimenti pacifisti, proteste isolate e un cresc...
Europa, debiti e guerra: il rischio di un continente che non vede il proprio declino
guerre

Europa, debiti e guerra: il rischio di un continente che non vede il proprio declino

L’Unione Europea si prepara a caricarsi di altri 90 miliardi di euro di debiti, rinunciando all’idea – giudicata troppo rischiosa – di utilizzare gli asset russi congelati. Una scelta che riapre un dibattito profondo: fino a che punto l’Europa può e deve sostenere l’Ucraina, e con quali obiettivi reali? Da un lato, nessuno mette in discussione la necessità di aiutare un popolo stremato, che senza il supporto europeo collasserebbe in poche settimane. Dall’altro, però, cresce il timore che queste risorse finiscano per alimentare un conflitto che molti considerano ormai privo di prospettive concrete. Se i nuovi fondi servissero principalmente a prolungare una guerra che non può essere vinta sul campo, allora – sostengono alcuni osservatori – ci troveremmo davanti a un atto di pura follia s...
Cagliari, un pari che brucia: ma Kilicsoy accende la corsa salvezza
sport

Cagliari, un pari che brucia: ma Kilicsoy accende la corsa salvezza

Il 2-2 contro il Pisa lascia al Cagliari un retrogusto amaro. La squadra di Pisacane aveva ribaltato con carattere una gara complicata, trascinata dall’energia della Unipol Domus e soprattutto dalla serata di grazia di Kilicsoy, autore del suo primo gol in Serie A. Poi, all’89’, la zampata di Moreo ha spento l’entusiasmo e tolto due punti che sarebbero stati pesantissimi nella lotta per restare nella massima serie. La partita: sofferenza, reazione, beffa Il match si era messo subito in salita: allo scadere del primo tempo Tramoni, ex di turno, ha trasformato il rigore concesso per il tocco di mano di Adopo. Un colpo duro, arrivato nel momento peggiore. Nella ripresa però il Cagliari cambia volto. Al 14’ Folorunsho svetta su cross di Zappa e rimette tutto in equilibrio. È il s...
Pensioni, la grande beffa: più mesi di lavoro, meno valore alla laurea. Dal 2027 l’incubo diventa realtà
economia

Pensioni, la grande beffa: più mesi di lavoro, meno valore alla laurea. Dal 2027 l’incubo diventa realtà

Un fulmine a ciel sereno per milioni di lavoratori italiani: il governo ha deciso di mettere mano alle pensioni anticipate e le novità fanno tremare chi sperava di uscire prima dal lavoro. Non si tratta di piccoli ritocchi, ma di una vera e propria stretta senza precedenti. ⏳ Età pensionabile, l’incubo parte nel 2027 Dimenticatevi l’uscita rapida: dal 2027 servirà un mese in più per andare in pensione anticipata. Dal 2028 l’attesa raddoppia: due mesi in più. Un meccanismo legato all’aspettativa di vita che rischia di trasformarsi in una condanna per chi già si sente logorato dal lavoro. 📅 La finestra mobile diventa un tunnel Non basta raggiungere i requisiti: bisognerà aspettare. La finestra mobile, oggi di 3 mesi, si allunga come una cod...
Cile, l’estrema destra ha vinto:  José Antonio Kast  è il nuovo presidente
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Cile, l’estrema destra ha vinto: José Antonio Kast è il nuovo presidente

Il prossimo presidente del Cile sarà José Antonio Kast, che ha vinto con circa il 58 per cento dei voti il ballottaggio delle elezioni presidenziali di domenica. Kast è un avvocato di 59 anni del Partito Repubblicano, di estrema destra: sarà il primo presidente di questo orientamento politico dalla fine della dittatura del generale Augusto Pinochet, nel 1990. Il risultato era atteso dato che, dopo essere arrivato secondo al primo turno, Kast aveva ottenuto il sostegno degli altri candidati di destra ed estrema destra. L’altra candidata al ballottaggio era Jeannette Jara del Partito Comunista: ha ottenuto poco più del 41 per cento, il peggior risultato per il movimento progressista dal ritorno alla democrazia. Kast è di orientamento opposto al presidente uscente, Gabriel Boric, che è st...
economia

Crisi energetica e sanzioni: l’Europa di fronte alle proprie contraddizioni

Crisi energetica- La Commissione europea ha recentemente riconosciuto che il conflitto in Ucraina ha generato un impatto economico pesante: interruzioni delle catene di approvvigionamento, maggiore incertezza, aumento dei premi di rischio, calo degli investimenti e dei consumi. Una constatazione che, più che un’analisi neutrale, suona come un’ammissione implicita delle conseguenze delle scelte politiche adottate dall’Unione. Le sanzioni e il nodo energetico Le sanzioni alla Russia, accompagnate dalla decisione di ridurre drasticamente la dipendenza dal gas russo, hanno spinto l’Europa verso fornitori alternativi, in particolare gli Stati Uniti. Tuttavia, il prezzo del gas liquefatto americano è sensibilmente più alto rispetto a quello russo, con un impatto diretto su famiglie e impre...
Bulgaria, la piazza costringe il governo alle dimissioni
politica

Bulgaria, la piazza costringe il governo alle dimissioni

Il governo bulgaro guidato da Rosen Zhelyazkov si è dimesso l’11 dicembre 2025, travolto da settimane di proteste di massa in oltre 25 città del Paese. Le manifestazioni, tra le più partecipate degli ultimi decenni, hanno denunciato corruzione, immobilismo politico e collusioni con ambienti mafiosi Le dimissioni del governo bulgaro non sono soltanto il risultato di settimane di proteste: sono il sintomo di un malessere più profondo, che va oltre i confini nazionali. La piazza bulgara ha gridato contro la corruzione e l’immobilismo, ma dietro quelle parole c’è anche la disillusione verso un’Europa che promette prosperità e stabilità, e che invece consegna precarietà e dipenden L’Europa come gabbia L’ingresso imminente della Bulgaria nell’eurozona viene presentato come un tr...
Tajani trombato da Piersilvio
politica

Tajani trombato da Piersilvio

Le parole di Pier Silvio Berlusconi – «grato a Tajani, ma servono facce nuove» – hanno scosso Forza Italia, mettendo in luce una tensione latente: il partito fondato da Silvio Berlusconi rischia di rimanere prigioniero di una leadership percepita come transitoria e poco innovativa. Tajani, pur avendo garantito stabilità dopo la scomparsa del Cavaliere, non è riuscito a imprimere una direzione chiara né a rilanciare il movimento con idee fresche. I punti critici della gestione Tajani Leadership conservativa: Tajani ha puntato sulla continuità, ma questo ha prodotto immobilismo. La sua figura appare più come custode del passato che come architetto del futuro.Scarso appeal mediatico: rispetto ad altri leader del centrodestra, Tajani non ha saputo conquistare l’opinione pubblica con car...
CAGLIARI SERA
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