venerdì, Settembre 11

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L’illusione dell’amicizia e la dura realtà
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L’illusione dell’amicizia e la dura realtà

La dura realtà. Se la politica estera si misurasse con il metro della diplomazia classica, lo scontro frontale tra Donald Trump e Giorgia Meloni verrebbe registrato come un incidente senza precedenti. Ma nell'era del sovranismo transatlantico, dove i rapporti di forza si consumano a colpi di interviste telefoniche e video sui social, le parole del tycoon – «Mi ha implorato per una foto, mi ha fatto pena» – assumono il contorno di una spietata lezione di realpolitik per la destra italiana. La replica della premier è stata immediata, ferma e istituzionalmente ineccepibile: «Sono allibita, parole inventate. L’Italia non implora mai». Una difesa della dignità nazionale che ha incassato il doveroso sostegno bipartisan, dal Colle alle opposizioni. Eppure, al netto della solidarietà, ques...
Il coraggio del buonsenso: perché la provocazione di Vannacci sulla parità scuote l’ipocrisia del politicamente corretto
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Il coraggio del buonsenso: perché la provocazione di Vannacci sulla parità scuote l’ipocrisia del politicamente corretto

C’è un riflesso condizionato che scatta ogni qualvolta nel dibattito pubblico si prova a toccare un dogma del progressismo moderno: l’indignazione a comando. Le reazioni scomposte alle parole di Roberto Vannacci, pronunciate dal palco della costituente di Futuro Nazionale, ne sono la dimostrazione plastica. Eppure, a ben guardare, la riflessione del generale sul femminicidio e sulle quote rosa non è un attacco ai diritti delle donne, ma l'esatto contrario: un richiamo rigoroso, quasi illuminista, al principio della vera uguaglianza e del merito individuale. Dire che "il femminicidio è un omicidio come tutti gli altri" non significa sminuire la gravità della violenza sulle donne, ma riaffermare un principio giuridico e morale universale: la vita umana ha lo stesso identico...
Droni per l’Ucraina. Mosca minaccia l’Europa, l’Italia lascia la Sardegna esposta
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Droni per l’Ucraina. Mosca minaccia l’Europa, l’Italia lascia la Sardegna esposta

La lista russa scuote l’UE. Ma a Domusnovas il silenzio del governo pesa come una colpa Sardegna - La pubblicazione da parte del Ministero della Difesa russo degli indirizzi di aziende europee legate alla produzione di droni destinati all’Ucraina non è un episodio marginale. È un atto politico deliberato, un messaggio diretto all’Europa. E quando Dmitry Medvedev definisce quelle strutture “potenziali obiettivi”, la minaccia non è più un’ipotesi: è una dichiarazione. In mezzo a questa escalation comunicativa, l’Italia appare immobile. E la Sardegna, con lo stabilimento RWM di Domusnovas, diventa il simbolo di una vulnerabilità che il Paese continua a ignorare. Un’isola strategica trattata come periferia sacrificabile La Sardegna ospita da decenni poligoni, basi, industrie belli...
L’eterno ritorno del rinvio: perché il “No” alla riforma non è una vittoria per nessuno
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L’eterno ritorno del rinvio: perché il “No” alla riforma non è una vittoria per nessuno

Il voto ha emesso la sua sentenza: la riforma della giustizia è bloccata. Mentre una parte del Paese esulta per aver "salvato la Costituzione" e l'altra grida al sabotaggio politico, resta un unico, grande sconfitto che non ha voce nei talk show: il cittadino in attesa di giudizio. La vittoria del "No" non è un semplice inciampo di percorso per il Governo, ma il sintomo di una patologia cronica italiana: l'incapacità di trovare una sintesi tra l'indipendenza necessaria della magistratura e l'urgenza di una macchina che funzioni. Abbiamo scelto, ancora una volta, di tenere tutto com’è pur di non rischiare il cambiamento. La trappola dello status quo Dire di no è facile, spesso è persino rassicurante. Ci si barrica dietro la difesa dei principi per evitare di affrontare la complessi...
Un PD che sogna la guerra mentre finge di parlare di pace
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Un PD che sogna la guerra mentre finge di parlare di pace

Fra le molte frasi indigeste pronunciate dalla presidente del Consiglio, due erano persino ragionevoli: l’idea che l’Europa debba finalmente parlare con Putin e la promessa di non spedire soldati italiani a Kiev. Due banalità di buon senso, dette con anni di ritardo. Eppure bastano queste per mandare in tilt i cosiddetti “riformisti dem”, l’ala del PD che da tempo ha smarrito la parola “riforma” e conserva solo l’ossessione per i missili. Quartapelle, Sensi e gli altri falchi travestiti da colombe si sono messi subito a invocare l’ingresso dell’Italia nel club dei “volenterosi” — che sarebbe più onesto chiamare “volenterosi di mandare altri al fronte” — e a chiedere truppe “di pace”, l’ennesimo ossimoro di una stagione politica che vive di slogan che si contraddicono da soli. Dopo la “p...
Cile, l’estrema destra ha vinto:  José Antonio Kast  è il nuovo presidente
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Cile, l’estrema destra ha vinto: José Antonio Kast è il nuovo presidente

Il prossimo presidente del Cile sarà José Antonio Kast, che ha vinto con circa il 58 per cento dei voti il ballottaggio delle elezioni presidenziali di domenica. Kast è un avvocato di 59 anni del Partito Repubblicano, di estrema destra: sarà il primo presidente di questo orientamento politico dalla fine della dittatura del generale Augusto Pinochet, nel 1990. Il risultato era atteso dato che, dopo essere arrivato secondo al primo turno, Kast aveva ottenuto il sostegno degli altri candidati di destra ed estrema destra. L’altra candidata al ballottaggio era Jeannette Jara del Partito Comunista: ha ottenuto poco più del 41 per cento, il peggior risultato per il movimento progressista dal ritorno alla democrazia. Kast è di orientamento opposto al presidente uscente, Gabriel Boric, che è st...
Bulgaria, la piazza costringe il governo alle dimissioni
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Bulgaria, la piazza costringe il governo alle dimissioni

Il governo bulgaro guidato da Rosen Zhelyazkov si è dimesso l’11 dicembre 2025, travolto da settimane di proteste di massa in oltre 25 città del Paese. Le manifestazioni, tra le più partecipate degli ultimi decenni, hanno denunciato corruzione, immobilismo politico e collusioni con ambienti mafiosi Le dimissioni del governo bulgaro non sono soltanto il risultato di settimane di proteste: sono il sintomo di un malessere più profondo, che va oltre i confini nazionali. La piazza bulgara ha gridato contro la corruzione e l’immobilismo, ma dietro quelle parole c’è anche la disillusione verso un’Europa che promette prosperità e stabilità, e che invece consegna precarietà e dipenden L’Europa come gabbia L’ingresso imminente della Bulgaria nell’eurozona viene presentato come un tr...
Tajani trombato da Piersilvio
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Tajani trombato da Piersilvio

Le parole di Pier Silvio Berlusconi – «grato a Tajani, ma servono facce nuove» – hanno scosso Forza Italia, mettendo in luce una tensione latente: il partito fondato da Silvio Berlusconi rischia di rimanere prigioniero di una leadership percepita come transitoria e poco innovativa. Tajani, pur avendo garantito stabilità dopo la scomparsa del Cavaliere, non è riuscito a imprimere una direzione chiara né a rilanciare il movimento con idee fresche. I punti critici della gestione Tajani Leadership conservativa: Tajani ha puntato sulla continuità, ma questo ha prodotto immobilismo. La sua figura appare più come custode del passato che come architetto del futuro.Scarso appeal mediatico: rispetto ad altri leader del centrodestra, Tajani non ha saputo conquistare l’opinione pubblica con car...
Ucraina, Consiglio supremo di difesa: “Pieno sostegno a Kiev, nuovo pacchetto di aiuti militari”
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Ucraina, Consiglio supremo di difesa: “Pieno sostegno a Kiev, nuovo pacchetto di aiuti militari”

(Adnkronos) - E' terminato il Consiglio supremo di difesa, riunitosi per oltre tre ore al Quirinale sotto la presidenza del capo dello Stato Sergio Mattarella. Tra i temi al centro, la guerra tra Ucraina e Russia, Medio Oriente, Nato, cybersicurezza e minaccia ibrida da Mosca.  Il Consiglio sottolinea che "il conflitto in Ucraina non mostra segnali di distensione" e osserva "con preoccupazione l’accanimento della Russia nel perseguire, ad ogni costo, i propri obiettivi di annessione territoriale. Kiev resta bersaglio di continui bombardamenti contro infrastrutture critiche e civili, con gravi interruzioni energetiche e numerose vittime; il prezzo sostenuto dalla popolazione è sempre più pesante e iniquo". Il Consiglio "ha confermato il pieno sostegno italiano all’Ucraina nella difesa della...
Referendum Giustizia, il vademecum del voto: precedenti, quorum, scheda
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Referendum Giustizia, il vademecum del voto: precedenti, quorum, scheda

(Adnkronos) - Quello sulla riforma della giustizia sarà il quinto referendum di tipo costituzionale nella storia della Repubblica. Dal '46 a oggi, dalla prima consultazione popolare su monarchia o Repubblica, solo in altre quattro occasioni gli italiani sono stati chiamati a confermare o meno una modifica della nostra Costituzione votata dal Parlamento ma senza la maggioranza dei 2/3. Ecco le principali caratteristiche del prossimo voto referendario.   Secondo la legge il referendum confermativo deve essere richiesto entro tre mesi dalla pubblicazione della legge costituzionale sulla Gazzetta ufficiale. Nel caso specifico, dal 30 ottobre. Il referendum può essere richiesto da 1/5 dei membri di una Camera, 500.000 elettori o cinque Consigli regionali. Sono previsti alcuni passaggi procedura...
CAGLIARI SERA
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