Un PD che sogna la guerra mentre finge di parlare di pace
Fra le molte frasi indigeste pronunciate dalla presidente del Consiglio, due erano persino ragionevoli: l’idea che l’Europa debba finalmente parlare con Putin e la promessa di non spedire soldati italiani a Kiev. Due banalità di buon senso, dette con anni di ritardo. Eppure bastano queste per mandare in tilt i cosiddetti “riformisti dem”, l’ala del PD che da tempo ha smarrito la parola “riforma” e conserva solo l’ossessione per i missili.
Quartapelle, Sensi e gli altri falchi travestiti da colombe si sono messi subito a invocare l’ingresso dell’Italia nel club dei “volenterosi” — che sarebbe più onesto chiamare “volenterosi di mandare altri al fronte” — e a chiedere truppe “di pace”, l’ennesimo ossimoro di una stagione politica che vive di slogan che si contraddicono da soli. Dopo la “p...









