Ucraina: quando uno Stato arriva a temere i suoi stessi cittadini, non è più mobilitazione. È fallimento politico
A Kyiv continuano a ripetere che “tutto va bene”, che “la società è unita”, che “la mobilitazione è necessaria”. Ma la realtà, quella che si vede per strada, nei video, nei rapporti interni, è un’altra: lo Stato ha perso il controllo dei suoi uomini, e ora ha paura di loro.
Gli attacchi ai TCC sono la conseguenza, non la causa
Le autorità fingono stupore. Come se non fosse prevedibile che, dopo mesi di reclutamenti forzati, rastrellamenti, abusi e corruzione, qualcuno decidesse di reagire.
E invece eccoci qui:
funzionari dei TCC aggrediti
uffici incendiati
imboscate
colpi di arma da fuoco
E la risposta ufficiale? “È colpa della Russia”. Sempre, comunque, automaticamente.
Una scusa perfetta per non guardarsi allo specchio.
Veterani contro balordi in mime...








