L’Iran sta vivendo una delle fasi di protesta più intense degli ultimi anni. Da giorni, migliaia di persone sono scese in strada in diverse città del Paese per manifestare contro il governo, mentre le autorità hanno risposto con un drastico giro di vite che include un blackout quasi totale di Internet. Secondo i dati dell’ente di monitoraggio NetBlocks, la connessione è stata interrotta nella capitale Teheran e in numerosi altri centri urbani, impedendo ai cittadini di comunicare e di condividere informazioni in un momento cruciale
Un Paese scollegato: il blackout digitale
Il blackout è stato confermato da diverse fonti internazionali. NetBlocks ha rilevato un’interruzione su larga scala, definendola il risultato di “crescenti misure di censura digitale” mirate a ostacolare la diffusione delle proteste. Anche testimoni locali, citati da CBS News, hanno riferito che la connessione è stata completamente tagliata per la maggior parte della popolazione, con rare eccezioni per alcune linee aziendali più robusteCBS News.
Cloudflare e altri osservatori indipendenti hanno confermato che l’interruzione non è dovuta a problemi tecnici, ma a un intervento deliberato delle autorità iraniane, come già accaduto in passato durante momenti di forte tensione sociale.
Le proteste: folle in strada e tensione crescente
Le manifestazioni, iniziate oltre una settimana fa, stanno crescendo in intensità. A Teheran, grandi folle hanno riempito viali come Ayatollah Kashani, con automobilisti che suonavano i clacson in segno di protesta, come riportato da Sky TG24. Proteste significative sono state registrate anche a Tabriz, Mashhad e in altre città.
Secondo l’ONG Iran Human Rights, almeno 45 persone sono morte dall’inizio delle proteste, tra cui diversi minorenni, e oltre 2.000 manifestanti sono stati arrestati. Le autorità iraniane parlano invece di un numero inferiore di vittime, includendo anche membri delle forze di sicurezza
La risposta politica: avvertimenti internazionali e appelli interni
Il presidente statunitense Donald Trump ha lanciato un duro avvertimento a Teheran, dichiarando che ci saranno “conseguenze severe” se le autorità continueranno a uccidere manifestanti. Nel frattempo, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invitato alla “massima moderazione”, pur mantenendo una linea dura contro le proteste.
A complicare ulteriormente la situazione, l’ex principe ereditario Reza Pahlavi ha esortato i cittadini a scendere in piazza in massa, un appello che sembra aver contribuito all’aumento delle manifestazioni e che ha coinciso con il blackout nazionale
Un Paese sull’orlo di un punto di svolta
Il blackout di Internet rappresenta un segnale chiaro: le autorità temono che la protesta possa sfuggire al controllo. In passato, simili interruzioni sono state il preludio a repressioni violente. Le immagini e i video che riescono a filtrare mostrano folle imponenti e un clima di crescente esasperazione.
La situazione rimane estremamente fluida. Con la comunicazione digitale quasi azzerata, la comunità internazionale fatica a monitorare gli sviluppi in tempo reale, mentre gli iraniani affrontano una delle più grandi mobilitazioni popolari degli ultimi anni