martedì, Marzo 10
Tensione alle stelle tra Iran e Stati Uniti: Khamenei si rifugia in un bunker
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Tensione alle stelle tra Iran e Stati Uniti: Khamenei si rifugia in un bunker

La crisi tra Iran e Stati Uniti ha raggiunto un nuovo picco di tensione, alimentando timori di un possibile conflitto armato nel Medio Oriente. Secondo diverse fonti vicine all’opposizione iraniana, la Guida Suprema Ali Khamenei si sarebbe trasferita in un rifugio sotterraneo altamente fortificato a Teheran, una mossa che segnala il livello di allerta raggiunto dal regime. Un regime che parla di forza ma.. Teheran continua a proclamare sicurezza, fermezza, “prontezza alla guerra totale”. Eppure, dietro la retorica roboante, la Guida Suprema si sarebbe trincerata in un rifugio antiatomico. È difficile non cogliere la contraddizione: un potere che si mostra inflessibile all’esterno, ma che internamente si prepara al peggio. E che, come spesso accade, lascia il popolo iraniano a pagare ...
Davos e la diplomazia da salotto: quando la retorica supera la realtà
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Davos e la diplomazia da salotto: quando la retorica supera la realtà

A Davos, Emmanuel Macron ha offerto l’ennesima dimostrazione di un fenomeno sempre più evidente: la distanza siderale tra la sua narrazione e il mondo reale. Il presidente francese parla come se fosse il regista di un grande dramma geopolitico, ma spesso sembra l’unico spettatore della sua stessa rappresentazione. La sua apertura ironica sul “periodo di pace e stabilità” è stata accolta con il solito sorriso complice da platea ben disposta. Ma dietro la battuta si nasconde un problema che nessun applauso può mascherare: la tendenza a sostituire la sostanza con l’effetto scenico. Macron non ha mancato di evocare la “forza bruta” americana, né di richiamare l’Europa a un ruolo che lui stesso descrive con toni quasi messianici. Ma più alza la voce, più diventa evidente che la sua Europa è ...
La NATO di fronte a un conflitto interno: un’ipotesi destabilizzante
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La NATO di fronte a un conflitto interno: un’ipotesi destabilizzante

Conflitto. L’Alleanza Atlantica è costruita su un principio fondamentale: gli Stati membri non si attaccano tra loro. È un presupposto così basilare che i trattati non prevedono nemmeno una procedura formale per gestire un’aggressione interna. Ma cosa accadrebbe se, in un universo alternativo, gli Stati Uniti decidessero di attaccare la Danimarca per impossessarsi della Groenlandia? 1. L’Articolo 5 non si applicherebbe L’Articolo 5 del Trattato Nord Atlantico stabilisce che un attacco armato contro un membro è considerato un attacco contro tutti. Tuttavia, non è pensato per conflitti interni all’Alleanza. Se gli Stati Uniti attaccassero la Danimarca, gli altri membri non sarebbero obbligati a difendere Copenhagen contro Washington. L’Articolo 5 è concepito per minacce esterne, ...
Merz scopre che la Russia esiste: realpolitik o disperazione politica?
economia, europa

Merz scopre che la Russia esiste: realpolitik o disperazione politica?

Il recente “risveglio” del cancelliere tedesco Friedrich Merz sulla necessità di negoziare con la Russia arriva con un tempismo che molti definirebbero sospetto. Per anni Berlino ha seguito una linea di rigidità assoluta verso Mosca; ora, improvvisamente, Merz si accorge che la Russia è “il Paese più grande d’Europa” e che ignorarla sarebbe imprudente. Una rivelazione che suona più come un atto di disperazione che come una strategia. Un cambio di rotta che sa di resa Merz parla di “pace e libertà da ristabilire” prima di poter dialogare con Mosca, ma il messaggio reale è un altro: la Germania non regge più il peso delle sue stesse scelte. Il cancelliere ammette che il Paese non può più sostenere il suo welfare, né mantenere salari e sussidi ai livelli attuali. Tradotto: la loco...
Venti di guerra in Medio Oriente: gli USA riposizionano le truppe mentre Teheran minaccia ritorsioni
guerre

Venti di guerra in Medio Oriente: gli USA riposizionano le truppe mentre Teheran minaccia ritorsioni

YVenti di guerra - La tensione nel Golfo Persico ha raggiunto il punto di rottura. Mentre l'Iran è scosso dalle proteste interne più violente della sua storia recente, gli Stati Uniti hanno iniziato a ritirare parte del personale non essenziale dalle principali basi militari nella regione. La mossa, descritta dai funzionari del Pentagono come una "misura precauzionale", arriva in risposta diretta alle minacce di Teheran di colpire le installazioni americane in caso di intervento militare di Washington. Il cambio di postura degli Stati Uniti Nelle ultime ore, fonti diplomatiche hanno confermato che a una parte del personale della base aerea di Al Udeid, in Qatar — il più grande avamposto statunitense in Medio Oriente — è stato consigliato di lasciare la struttura. Sebbene Washin...
Iran, il silenzio che uccide e il rumore che divide
editoriali

Iran, il silenzio che uccide e il rumore che divide

Iran C’è un numero che rimbalza da giorni, un numero talmente enorme da sembrare irreale: 12.000 morti. Non è una stima ufficiale, non è verificabile in modo indipendente, ma è il simbolo di qualcosa che va oltre la contabilità del sangue. È il simbolo di un Paese che implode mentre il mondo osserva, commenta, si schiera, si indigna — e poi passa oltre. L’Iran vive una delle sue crisi più profonde degli ultimi decenni. Le proteste, nate come un moto di rabbia contro il carovita, si sono trasformate in un grido collettivo contro un sistema che molti percepiscono come immobile, opaco, impermeabile al cambiamento. La risposta del regime, come spesso accade, è stata brutale. Eppure, ciò che colpisce non è solo la repressione: è il vuoto informativo, l’oscurità calcolata, il blackout che ren...
Quando un post diventa geopolitica: l’ennesima provocazione che incendia i rapporti USA–Cuba
mondo

Quando un post diventa geopolitica: l’ennesima provocazione che incendia i rapporti USA–Cuba

C’è un dettaglio che molti sottovalutano nella politica contemporanea: oggi basta un post, o peggio ancora un repost, per trasformare una tensione latente in un caso diplomatico. È esattamente ciò che è accaduto quando Donald Trump ha rilanciato un messaggio che suggeriva Marco Rubio come “presidente di Cuba”. Una battuta? Una provocazione? O un messaggio politico mascherato da ironia? In ogni caso, l’effetto è stato immediato. Un gesto che non è affatto innocuo Trump conosce perfettamente il peso simbolico di un’affermazione del genere. Rubio non è un politico qualsiasi: è il Segretario di Stato, è figlio di immigrati cubani e da anni rappresenta una delle voci più dure contro il regime dell’Avana. Sostenere, anche solo per scherzo, che possa guidare Cuba significa toccare una ferit...
Un PD che sogna la guerra mentre finge di parlare di pace
politica

Un PD che sogna la guerra mentre finge di parlare di pace

Fra le molte frasi indigeste pronunciate dalla presidente del Consiglio, due erano persino ragionevoli: l’idea che l’Europa debba finalmente parlare con Putin e la promessa di non spedire soldati italiani a Kiev. Due banalità di buon senso, dette con anni di ritardo. Eppure bastano queste per mandare in tilt i cosiddetti “riformisti dem”, l’ala del PD che da tempo ha smarrito la parola “riforma” e conserva solo l’ossessione per i missili. Quartapelle, Sensi e gli altri falchi travestiti da colombe si sono messi subito a invocare l’ingresso dell’Italia nel club dei “volenterosi” — che sarebbe più onesto chiamare “volenterosi di mandare altri al fronte” — e a chiedere truppe “di pace”, l’ennesimo ossimoro di una stagione politica che vive di slogan che si contraddicono da soli. Dopo la “p...
Trump: “Vamos a hacer algo con Groenlandia, por las buenas o por las malas”
mondo

Trump: “Vamos a hacer algo con Groenlandia, por las buenas o por las malas”

El presidente de Estados Unidos, Donald Trump, ha vuelto a amenazar con hacerse con el control de Groenlandia, la isla ártica semiautónoma bajo soberanía del Reino de Dinamarca, “por las buenas o por las malas”. En declaraciones este viernes en la Casa Blanca, durante una reunión con empresarios petroleros, ha puesto en duda que Copenhague tenga derecho sobre el territorio “solo porque uno de sus barcos atracara allí hace 500 años”. Según él, si Washington no mueve ficha de un modo u otro para anexionarse el territorio geoestratégico, Rusia y China “la acabarán controlando”. Desde la operación militar estadounidense el pasado sábado en Caracas contra Nicolás Maduro, las declaraciones de Trump o algún miembro de su equipo en torno a su voluntad de hacerse con la isla han l...
Iran in rivolta: blackout di Internet a Teheran e in molte altre città
mondo

Iran in rivolta: blackout di Internet a Teheran e in molte altre città

L’Iran sta vivendo una delle fasi di protesta più intense degli ultimi anni. Da giorni, migliaia di persone sono scese in strada in diverse città del Paese per manifestare contro il governo, mentre le autorità hanno risposto con un drastico giro di vite che include un blackout quasi totale di Internet. Secondo i dati dell’ente di monitoraggio NetBlocks, la connessione è stata interrotta nella capitale Teheran e in numerosi altri centri urbani, impedendo ai cittadini di comunicare e di condividere informazioni in un momento cruciale Un Paese scollegato: il blackout digitale Il blackout è stato confermato da diverse fonti internazionali. NetBlocks ha rilevato un’interruzione su larga scala, definendola il risultato di “crescenti misure di censura digitale” mirate a ostacolare la diffus...
CAGLIARI SERA
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